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Il fascino delle rovine

"..L'attrazione irresistibile che il tema delle rovine esercita sulla sensibilit settecentesca intimamente legata alla poesia struggente delle cose perdute. I ruderi, contemplati per se stessi, suscitano il ricordo di civilt remote e inducono a meditare sulla fragilit delle sorti umane, da un destino ineluttabile di morte: "Le idee che le rovine suscitano in me sono grandiose. Tutto si annienta, tutto perisce, tutto passa. Soltanto il mondo resta. Soltanto il tempo dura (...). Una corrente irresistibile trascina le nazioni le une sulle altre in fondo ad un abisso comune; io solo pretendo arrestarmi sul ciglio e fendere il flusso che scorre intorno a me!" (Diderot). L'estetica della rovina si associa a un'idea di decadimento e a una meditazione sul destino fatale del genere umano. Nell'interpretazione visionaria di Piranesi questa concezione pessimistica tocca il vertice pi alto: nella loro grandiosit le rovine sembrano opporre un'ostinata resistenza all'azione devastatrice del tempo, ma il dilagare della vegetazione tra le crepe degli edifici lascia presagire una fine imminente che riconsegner anche quei luoghi al dominio incontrastato della natura."

       
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PITTORE???

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Tratto dall'articolo omonimo presente nel CD Encyclomedia - Il Settecento